La composizione

Con il termine di composizione fotografica si intendono tutte le decisioni prese dal fotografo, al momento dello scatto, riguardo alla scelta del soggetto da rappresentare e alle sue relazioni con l’ambiente circostante (sfondo).

Obiettivo di queste decisioni è il comporre un’immagine che trasmetta le sensazioni di quel particolare momento, coinvolgendo l’osservatore e focalizzandone l’attenzione su determinati particolari. 

Esistono delle “regole” che aiutano il fotografo nella composizione di un’immagine;

• La regola dei terzi

• La sezione aurea

Regola dei terzi

Una delle regole base della composizione in fotografia, una delle più citate, è la regola dei terzi. Questa regola deriva dal fatto che, istintivamente, l’occhio umano si concentra sui punti identificati proprio dalle intersezioni delle righe. E’ necessario dividere idealmente l’inquadratura in 9 riquadri tracciando due linee verticali e due orizzontali equidistanti tra loro e dai bordi dell’immagine. I punti di interesse principali della foto vanno posizionati lungo le linee o, meglio ancora, in corrispondenza delle loro intersezioni.  

 

 

La sezione aurea

Nel Rinascimento si diffuse la consapevolezza che questo numero (1,6180) corrispondesse a un rapporto tra dimensioni che ricorre molto spesso in natura (come le proporzioni tra gli arti di molti esseri viventi, come negli esseri umani).

Molti artisti ne fecero uso nella composizione dei loro quadri, delle opere architettoniche, delle statue e così via. Si scoprì ben presto che il numero aureo (detto anche sezione aurea, rapporto aureo o proporzione divina) applicato alle arti figurative permetteva composizioni particolarmente piacevoli per l’occhio umano.

Ne è un esempio il logo della Apple.

 

La luce

Con il termine luce si indica la posizione della fonte luminosa rispetto alla macchina fotografica.

Essa può essere:

• in piena luce → mostra tutti i particolari

• in controluce → evidenzia le forme rispetto ai particolari

• in ombra → sottolinea con la luce alcuni elementi rispetto ad altri

La scelta del fotografo dipende dall’importanza che vuole attribuire ai particolari o alle forme o ad alcuni elementi dell’immagine.

Parlando di luce, non si può non citare l’esposizione.

In fotografia il termine esposizione indica la quantità totale di luce che in un certo periodo di tempo passa attraverso il sistema ottico per colpire il sensore/pellicola.

La quantità di luce che passa dipende da 3 fattori: tempo, ISO e apertura diaframma. 

La messa a fuoco

Quando ci guardiamo attorno con i nostri occhi, abbiamo la percezione che tutto sia nitido e sempre a fuoco: l’occhio umano è un organo altamente complesso, abituato a “focalizzare” continuamente quello che sta osservando e abituato a continui cambiamenti repentini di luce e inquadrature.

In realtà il nostro occhio vede a fuoco solamente quello che sta puntando direttamente, tutto quello che è attorno (coda dell’occhio) rimane riconoscibile ma sicuramente sfuocato.

L’obiettivo della macchina fotografica si comporta nello stesso modo dei nostri occhi, solo una parte dell’immagine viene messa a fuoco, questa area viene chiamata profondità di campo.

Esistono diversi tipi di messa a fuoco. Essa consiste nella regolazione della distanza tra le lenti dell’obiettivo e il sensore della fotocamera in modo che il soggetto risulti ben nitido sul sensore.

La regolazione può essere fatta in modalità:

• Messa a fuoco manuale;

• Messa a fuoco automatica;

• Sistema attivo;

• Sistema passivo

Mettere a fuoco significa “fare in modo che ciò che vogliamo fotografare abbia dei bordi definiti”.

Il piano di fuoco è sempre e soltanto uno. Il “piano” è l’insieme dei punti che hanno la stessa distanza dal sensore della macchina fotografica.

Il piano di fuoco è quel piano geometrico che contiene tutti i punti che sono a fuoco in un singolo scatto: la fotocamera è in grado di mettere a fuoco solo oggetti ad una distanza ben definita e nient’altro.

Agire sulla ghiera della messa a fuoco del nostro obiettivo (facendolo manualmente o lasciandolo fare alla macchina) significa spostare avanti o indietro il piano di fuoco.

Le moderne fotocamere possiedono molti punti di messa a fuoco, ed è possibile selezionare l’area del fotogramma in cui si trova il soggetto che si vuole mettere a fuoco.

Se il soggetto risulta decentrato potete inquadrarlo e metterlo a fuoco posizionandolo al centro del fotogramma, per poi ricomporre l’inquadratura senza rilasciare il pulsante di scatto in modo da mantenere le impostazioni, infine non vi resta che scattare! 

Regole grafiche di taglio immagine per un’inquadratura

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