Regole IMPAGINAZIONE GIORNALE / RIVISTA

Per creare una rivista o un giornale, composto da più pagine, occorre creare delle suddivisioni all’interno delle pagine, in modo aromonioso e di facile lettura.

Gli elementi/strumenti che si utilizzano per una realizzazione grafica professionale sono:

– Il menabò

– La gabbia

– Il Timone

 

Il menabò

Il menabò è un modello d’impaginazione. Viene utilizzato solitamente per libri, riviste, quotidiani contenenti testo, fotografie e/o illustrazioni 

Consiste nell’impostare un disegno della pagina entro la quale posizionare attraverso le rispettive gabbie i vari “pesi” grafici, ovvero titoli, sommari, didascalie e immagini…

esempio di menabò di un quotidiano 

La gabbia

La gabbia è uno schema, semplice o complesso (a seconda del tipo di comunicazione scelto) per disporre gli elementi grafici, permettendo la sistemazione di testi, titoli, immagini e didascalie all’interno dello spazio-formato al fine di conferire ordine e ritmo alla composizione.

 

 

Il timone

Il timone è la visualizzazione grafica della sequenza delle pagine, spesso in forma di miniature, ed è utile per annotare contenuti e riflessioni.

È una prima visualizzazione della struttura che assumerà la rivista o qualsiasi altra cosa stiamo progettando. È fondamentale per definire il conteggio delle pagine;

queste dovranno rientrare in multipli di otto, sedici o trentadue (a meno che non si stampi in digitale).

esempio di menabò di un quotidiano 

ESERCITAZIONE  INDESIGN

scaricare la cartella .zip dentro troverete un file indesigne e alcune immagini da utilizzare

 

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ESERCIZIO INDESIGN

Su una doppia facciata A4 con Indesign creare le griglia per una pagina interna di una rivista di arte, indicando lo spazio per il titolo, testo e immagini

Se non riuscite con indesign, fatelo con Illustrator

TESTO DA INSERIRE:

PIET MONDRIAN
Dalla figurazione all’astrazione

24 novembre 2021 – 27 marzo 2022

La mostra porta per la prima volta a Milano un progetto espositivo interamente dedicato all’artista olandese e al processo evolutivo artistico che lo portò dalla figurazione all’astrazione, dalla tradizione del paesaggio olandese allo sviluppo del suo stile unico, che l’ha reso inconfondibile e universalmente celebre.

La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione del Kunstmuseum den Haag, detentore della più importante collezione di opere di Mondrian al mondo, e che ha prestato sessanta opere, scelte tra quelle Mondrian e di altri artisti rappresentativi della Scuola dell’Aja. In mostra anche altri capolavori provenienti da importanti musei e collezioni private.

Con il concept del direttore del Kunstmusem Benno Tempel e con la curatela di Daniel Koep, Head of Exhibitions, e di Doede Hardeman, Head of Collections, il percorso prende vita e si snoda attraverso diverse sezioni tematiche.

Filo conduttore su cui si esplica il confronto tra le opere del primo periodo “figurativo” a quelle del periodo “astratto” è quello del paesaggio. Una chiave di lettura visuale e dunque immediata dell’evoluzione stilistica dell’artista, utile peraltro alla comprensione delle stesse opere interamente astratte del suo ultimo periodo.

Una sezione della mostra è dedicata a “De Stijl” (o “Neoplasticismo”), movimento sorto nei Paesi Bassi nel 1917 su iniziativa dello stesso Mondrian e di Theo van Doesburg e attivo ancora alle soglie degli anni Trenta, che innovò arte, architettura e design.

 

La formula Mondrian

Grazie al patrocinio del Consolato dei Paesi Bassi a Milano, con la curatela della studiosa Domitilla Dardi, il Mudec racconta l’impronta lasciata dal grande artista in molti ambiti attraverso un interessante palinsesto di incontri. Le griglie di colori primari riferite all’opera di Piet Mondrian sono uno tra i motivi più diffusi nella storia dell’arte contemporanea. Per capire il successo di questa “formula” universale è
utile sconfinare oltre la disciplina pittorica in senso stretto e allargare gli orizzonti ad altri campi dell’arte. Un Palinsesto d’incontri si propone proprio l’obiettivo di scandagliare l’uso che, nel
tempo e nelle diverse aree della creatività, è stato fatto dei riferimenti all’opera del grande maestro dell’arte astratta olandese.
Dalla pedagogia dell’arte alla moda, dalla grafica al design passando per la musica, esperti e progettisti come Tiziana Cipelletti, Costantino D’Orazio, Sofia Gnoli, Leonardo Sonnoli e Angela
Rui si interrogano sull’effetto della formula Mondrian.

Ogni mese un incontro arricchirà il progetto del Mudec su questo grande artista olandese e il mondo poliedrico dell’arte che ruota intorno alla sua cifra distintiva. A seguire un podcast realizzato in collaborazione con Radio24: cinque chiacchierate molto speciali tra la curatrice Domitilla Dardi e i cultori della materia raccontano il mondo di Mondrian, anche attraverso il suono e la voce.

 

 

 

IMMAGINI DA INSERIRE

 

Piet Mondrian (1872-1944)
Mulino Oostzijdse con cielo blu, giallo e viola
c. 1907-1908
Olio su tela
Kunstmuseum Den Haag

Piet Mondrian (1872-1944)
Composizione con rosso giallo e blu
1929
Olio su tela
Belgrado