MASS MEDIA

L’espressione mass media contiene il termine di origine latina media (al singolare medium) che significa mezzo/strumento.

L’espressione si è diffusa in ambito anglosassone e poi internazionalmente. In italiano è traducibile con comunicazione di massa.    

I Mass media comprendono:

giornali,

riviste,

cinema,

radio,

televisione

si servono di linguaggi facilmente comprensibili a qualsiasi livello culturale

– comunicazione definita  one-to -many (da uno a molti)

– senza scambi di interazione

– unidirezionale

– verticale

NEW MEDIA

I nuovi media, chiamati anche new media, sono tutti i mezzi di comunicazione sviluppati con l’ausilio dell’informatica.

i new media comprendono:

siti

chat

canali social

podcast

e tutte le forme di media digitale

le peculiarità dei new media:

La velocità;

La multimedialità;

L’ipertestualità;

L’assenza di limiti spazio-temporali;

L’interattività, ossia l’elevata partecipazione dell’utente, che può sia interagire con altri utenti, sia con coloro che producono le informazioni.

Nasce una comunicazione collettiva,

– comunicazione definita: many-to-many (molti a molti),

– alta interazione

Comunicazione e mass-media

È opinione di alcuni storici che senza i giornali né la rivoluzione francese né quella americana avrebbero avuto luogo. Infatti nel XVIII secolo entrarono in uso due concetti: quello di “opinione pubblica” e quello di “propaganda”, che andarono crescendo e assestandosi all’interno della comunicazione pubblica fino alla prima guerra mondiale, quando non era segreto, ma aveva comunque il suo effetto, che ogni governo avesse un proprio ufficio di propaganda bellica.

La manipolazione dell’opinione pubblica diventò dunque un’attività scientifica e vennero create varie teorie della comunicazione applicate a quella che venne definita la “psicologia di massa”.

Con la seconda metà del XX secolo, l’avvento della televisione e lo sviluppo della sociologia applicata ai mass media, le teorie della comunicazione di massa andarono sviluppandosi ulteriormente. Contributi decisivi vennero dati da Harold Innis, Walter J. Ong, Vance Packard, Marshall McLuhan, Erving Goffman, Noam Chomsky, e più recentemente Joshua Meyrowitz e Philippe Breton.

In particolare la televisione venne accusata di essere uno strumento di perdita di controllo sociale da parte di altre istituzioni come la scuola, i partiti politici e le chiese. Filosofi come Karl Popper e politologi come Giovanni Sartori si trovarono d’accordo nel condannare la degenerazione culturale che passa in televisione, ritenuto uno strumento pericoloso di consenso artificiale e omologazione.

Solo con il nuovo millennio e i canali tematici delle televisioni non più di monopolio, come pure con l’accesso globale con internet, si è spostata l’attenzione dal “pericolo” televisivo all’eccesso di disponibilità da parte di maggiori fonti d’informazioni non sempre verificabili.

 

ESERCIZIO

Rispondete a queste domande:

– Qual’è il vostro principale media d’informazione, dove raccogliete notizie di politica, costume, finanza, etc. 

– Qual’è il media pricipale che utilizzi per orientarti sugli acquisti

– Qual’è il media migliore per seguire le tendenze di life style

– Ti piace andare al cinema? Quando è stata l’ultima volta?

– L’ultima volta che hai letto un quotidiano è stato?

– Qual’è il new media che reputi più efficace per comunicare?

– Qual’è il mass media che reputi più efficace per comunicare?

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